Il primo ristorante panoramico rotante era di Nerone

Sembra davvero impossibile, ma le ultime scoperte archeologiche lo confermano: il primo ristorante, ovvero la prima sala da pranzo collettiva, panoramica e rotante fu inventata per l’imperatore Nerone tra il 64 ed il 68 dopo Cristo. Certo era un ristorante molto differente dalle moderne torri altissime dei giorni nostri, come il famosissimo ristorante panoramico di Vienna o quelli di New York, Sydney e Dubai, strutture spettacolari progettate e realizzate per impressionare i turisti. Il ristorante panoramico di Nerone era più semplice ed adatto alla modernità del tempo, costituito da una grande sala circolare sopra la quale una piattaforma in legno rotonda in grado di ruotare sorreggeva mensa e commensali che durante il pasto cambiavano prospettiva, potendo ammirare i dintorni a 360 gradi attraverso le ampie aperture finestrate.

Ne avevamo traccia dal libro “De vita Caesarum”, dello scrittore latino Svetonio, che nel descrivere la famosa “domus Aurea” di Nerone, voluta dopo l’incendio che si dice provocato appositamente anche per farvi spazio, cita precisamente: “praecipua cenationum rotunda, quae perpetuo diebus ac noctibus vice mundi circumageretur”. La possibile traduzione degli esperti suona più o meno “La sala da pranzo principale era rotonda, e girava continuamente, giorno e notte, su sé stessa, come il mondo”. Ci scusiamo con i puristi del latino, non abbiamo saputo trovare traduzione migliore, in ogni caso l’accenno è preciso, una sala rotonda che gira come il mondo.

Per lungo tempo si è pensato ad un’invenzione, perchè al tempo della stesura del testo vi era certezza che la terra fosse piatta ed immobile, tanto che tutto girava intorno ad essa, e non è possibile immaginare che gli architetti di Nerone volessero imitare la rotazione di una cosa che non si muove, mentre è più ragionevole pensare che si tratti di una prospettiva a 360 gradi tutto intorno, così come il mondo che ci circonda completamente, quindi non un reale moto, ma un punto di vista.

IPOTESI VALIDA MA DA CONFERMARE

Che la terra fosse immaginata già rotonda o meno comunque non è importante, la villa descritta fu cercata per moltissimo tempo con varie ipotesi sulla sua reale dimensione e posizione dopo che l’intero complesso fu fatto interrare completamente dall’imperatore da Traiano nel 104 d.C. per costruire sopra di esso un ampio sistema termale, da lui preferito, ma gli scavi più moderni stanno piano piano riportando alla luce parti di esso confermando lentamente le descrizioni del libro: la villa copriva un territorio immenso distribuito su 80 ettari, intorno alla valle del Colosseo dove, all’epoca, si trovava anche un lago artificiale. La Domus Aurea di Nerone fu costruita in tempi rapidissimi dai due bravissimi architetti romani Severo e Celere, e tra le sorprese ritrovate nel 2009 vi era anche questa grande stanza circolare sulla sommità di quello che era il palatino e che dalle tracce visibili e dalla struttura restituita dal terreno era molto probabilmente rotante, dotata di un pavimento in legno e di un panorama mozzafiato sulla valle: il primo ristorante rotante panoramico della storia con vista sul Colosseo.

Ma vediamo le dimensioni: con un diametro di circa 16 metri, era sostenuta da un robusto pilone circolare alto 10 metri sul terreno circostante e dal diametro di 4 con una serie di doppi archi a raggiera. La presenza di tre cavità semicircolari di poco più di venti centimetri di diametro nel pilone di sostegno fa pensare ad un sistema idraulico capace di far ruotare il pavimento, il cui legno è oggi ovviamente disperso, che era posto sopra il piano d’appoggio della sala e forse spinto da un mulino ad acqua. Per avere tutte le conferme si dovrà aspettare che gli archeologi riescano ad ispezionare l’interno del pilone svelandoci tutti i suoi misteri oggi celati e che confermeranno o meno la teoria che questa sia proprio la stanza chiamata cenationum rotunda descritta nella biografia ed avvolta ancora nella leggenda.