I pozzi salati del Tibet

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Il Tibet è più conosciuto per i suoi monaci e monasteri a quote improponibili, eppure vi sono tesori nascosti che sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità per la loro rilevanza storica e culturale come i pozzi salati dai quali da oltre 1200 anni si ricava il sale senza interruzione.

A Yanjing, a circa 2.300 metri s.l.m., lungo il fiume Langcang si trova un antico giacimento di sale che è il fiore all’occhiello della contea di Mangkang.

Lo stesso nome della località non lascia dubbi, Yan significa sale e Jing fontana, registrando così la presenza di sorgenti salate fin dalla sua prima scoperta ed insediamento.

La salina è ancora oggi attiva ed in esercizio da quasi 1.300 anni fa, il metodo di estrazione del sale ricorda molto quello nostrano, l’acqua estratta dal sottosuolo viene fatto riposare in grandi vasche costruite sulle ripide sponde del fiume e sottoposta ad evaporazione naturale.

Le più di 3.200 saline costruite sulle spiagge sabbiose e sulle ripide scogliere sulle sponde est e ovest del fiume Lancang generano un paesaggio unico al mondo di terrazze pensili sostenute in modo artificiale ed hanno una produzione annua di diversi milioni di chili di sale.

Le saline sono oggi anche un’attrazione turistica, recandosi sul posto è possibile assistere all’intera lavorazione del sale artigianale con gli strumenti di produzione unici e originali rimasti tali nei secoli.

Il nome tibetano di Yanjing è “Zhi Kaluo”, anche in questo caso “Zhi” significa sale ad identificare il luogo in cui esso viene prodottore.

Secondo i documenti storici, i pozzi di sale risalgono almeno alla dinastia Tang e sono alla base della sopravvivenza del popolo e una delle principali fonti di reddito economico occupando circa 2.000 persone impegnate contemporaneamente nell’agricoltura, nell’allevamento e nella produzione di sale.

I pozzi scavati per estrarre le acque producono una salamoia molto densa, i contadini scendono sul fondo nei pozzi, profondi da pochi metri fino a dieci metri, con una scala e poi versano la salamoia nelle vasche al sole, dove l’acqua evapora lentamente.

Una volta essiccati, i granelli di sale vengono raccolti e trasportati al mercato per il commercio, ogni grande vasca produce circa dieci chili di sale e viene raccolto ogni tre o cinque giorni a seconda del tempo, quando fa brutto la raccolta avviene persino solo una volta ogni due settimane.

Nella seconda metà di marzo del calendario lunare vi è la stagione dei fiori di pesco, in questo periodo la produzione di sale è maggiore e la sua qualità migliore ed anche i prezzi sono più alti del solito.

La produzione annuale di sale non è per nulla trascurabile attestandosi a circa 3 milioni di chili ed il reddito generato è compreso tra 1 milione e 1,3 milioni della moneta locale.

Il sale di queste saline è il preferito di tutta la regione, al punto che una credenza locale sostiene che persino il bestiame diventerà più forte e sarà più in carne dopo averlo mangiato.

Yanjing, però, non è solo questo, è anche la terra dei tesori del feng shui e il villaggio di Yanjing è considerato trovarsi tra le braccia del dio della montagna perché è stata un’importante via di comunicazione fin dall’antichità lungo il fiume Lacong dove si trova la strada nazionale 214 che è anche l’unica strada percorribile e per questo è da sempre anche un centro di distribuzione delle merci.

Ma il sale non è sempre stato solo motivo di sostentamento, nell’antichità per assicurarsene la produzione vi sono state anche cruente battaglie, come quella leggendaria “Battaglia di Qiangling” alla fine della quale il re Qiangba fu sconfitto e determinò la fine della dinastia tibetana Tubo.

La strada 214 di Yanjing è anche chiamata “Antica Via del Tè-Cavallo”, in cinese semplificato 茶马古道, perchè era il principale canale di scambi politici, economici e culturali tra il Tibet e Han fin dalla sua apertura ed il ponte di legno con catene di ferro al suo interno era il luogo di incontro dei negoziatori.

Il sale prodotto dai pozzi di sale ha alcune caratteristiche uniche, tra queste il suo inconfondibile colore rosso vivo, correlato al colore del suolo, prodotto sulla sponda ovest, mentre quello prodotto sulla sponda est è bianco puro.

La resa del sale rosso è alta, ma il prezzo è basso, mentre il sale bianco, per lo più essiccato al sole a Tsukuda, negli altopiani del Jiangdong, ha una resa minore ed è leggermente più costoso.

Gli abitanti di Yanjing, che da generazioni raccolgono sale, temono soprattutto i giorni di pioggia, la mancanza di sole, e le inondazioni che lavano i campi di sale e sommergono i pozzi.

Se volete fare un vero viaggio del Cactus eccovi servita la prossima destinazione.

 

Per info (in cinese ma con il traduttore qualcosa si capisce, in fondo non è un testo letterario o filosofico…) http://www.bytravel.cn/landscape/33/yanjingguyantian.html