Il mistero misterioso del borgo del mistero

Di Alessandro Vecchi - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

C’è un comune in Piemonte, sui monti in provincia di Biella, che cela un mistero, ovvero perché viene chiamato borgo del mistero…

In verità la ragione è conosciuta, anche se nessuno sa spiegare perché la cosa debba essere misteriosa, dato che si tratta di una vecchia voce che affermava che nel locale castello, costruito tra il 1883 al 1889 da Federico Rosazza come residenza estiva, si tenessero riunioni di una loggia massonica di cui era Gran Maestro Venerabile.

Essendo il Rosazza un senatore del Regno d’Italia e membro della Giovane Italia mazziniana, il suo essere Gran Maestro Venerabile della massoneria biellese non destava alcun stupore, ma moltiplicava le voci che quando il castello si riempiva di illustri ospiti, questi in realtà fossero sul posto per riunirsi in segreto come una sorta di gruppo Bilderberg ante litteram.

In effetti proprio il castello presenta molti riferimenti esoterici alla massoneria e alla Loggia che richiamano il tema dell’estetica della rovina e forse proprio queste caratteristiche hanno da subito alimentato le voci che hanno permesso a molti di citarlo oggi come il comune più misterioso d’Italia.

Massoneria a parte, il dapprima borgo ed oggi comune di Rosazza, nome evidentemente ereditato dal suo ideatore, è davvero un luogo interessante e poco conosciuto che vale la pena di visitare.

Oggi parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, il Borgo di Rosazza è un piccolo paese di montagna situato in Valle Cervo sul percorso dell’omonimo torrente Cervo e con case dall’architettura eclettica, alte, strette ed arroccate lungo il fianco della montagna.

I molti simboli che si trovano disseminati in ogni angolo del paese e sui suoi principali monumenti stimolano la fantasia di chi lo visita che non può non notare la particolare omogeneità e signorilità delle strutture, ville, palazzi, giardini, ponti e strade, completamente finanziate nella seconda metà dell’Ottocento proprio dal quell’illustre Federico Rosazza Pistolet che ha fatto nascere la teoria del mistero massonico locale.

Tra le strade costruite dal Gran Maestro Venerabile è sicuramente piacevole percorrere quella che conduce al Santuario di San Giovanni d’Andorno, ma forse più stimolante il percorso verso il Santuario di Oropa che fu realizzato scavando una suggestiva galleria nella roccia.

Tra le vie del borgo si possono scorgere molti angoli suggestivi con fontane e iscrizioni lapidee, il cui mistero secondario viene bene svelato all’interno delle ben quindici sale della Casa Museo dove sono rappresentati usi talvolta insospettabili, costumi e tradizioni dell’Alta Valle Cervo.

Ma non finisce qui, non solo il borgo vale la pena di essere visitato, ma anche le tante mulattiere che da esso si dipartono per percorre l’area circostante sono un’occasione imperdibile per passeggiare, in particolare quella che percorre la Valle della Gragliasca fatta costruire a fine Ottocento sempre dal nostro eroe Federico Rosazza Pistolet che nel primo tratto l’ha voluta adornata di altorilievi scolpiti nella roccia che rappresentano mestieri rurali locali dell’epoca.

Attenti, però, il percorso è lungo e servono almeno quattro ore di cammino con quasi 1300 metri di dislivello per arrivare alla sua fine fino al passo, attraversando il caratteristico villaggio di Desate e la piccola cappella di San Giovannino sulle rive del torrente Pragnetta.

Di tutto un po’, quindi, per chi vuole solo passeggiare in un borgo curioso senza troppa fatica e per chi, amante della natura, si vuole avventurare per la valle in una natura fortunatamente ancora poco contaminata perché meno conosciuta che tra grandi faggi e basse piante di mirtillo accompagna i passi dei visitatori fino alla cima.

Se ci andate, fateci sapere cosa ne pensate.