Oggi vogliamo invitarvi a bere un bicchiere di vino rosso tedesco originario della Francia.
Come, Come? Tedesco, ma originario della Francia?
Come è possibile questa cosa?
Può sembrare assurdo, ma è la realtà dei fatti, tutto inizia nel 1806 nel nord della Germania.
Il 6 novembre 1806, dopo la battaglia di Lubecca, l’esercito napoleonico, vittorioso, entra trionfante nella ricca città portuale sul Baltico preparandosi a quella che sarebbe stata la sua occupazione per i successivi 6 anni, ovvero fino al 1813.
Il periodo è conosciuto in Germania come Lübecker Franzosenzeit, che significa letteralmente l’età (il tempo) francese di Lubecca.
Ora immaginate che sorpresa quando gli ufficiali napoleonici, prendendo possesso della città e delle sue cantine, non solo scoprono che sono ben riempite con il vino di Bordeaux, ma quando lo assaggiano scoprono che il vino in esse contenute è straordinario!
Tutti rimangono esterrefatti, in Francia non hanno mai bevuto un vino di Bordeaux di così alta qualità, quello che hanno appena scoperto è il Rotspon.
Rotspon è una parola composta da Rot, che significa rosso e che sul posto identifica uno speciale tipo di botte prodotta con il legno rosso del rovere, e Spon, che deriva da Sporn, e che a propria volta identifica una botte di legno di fabbricazione tedesca molto più piccola delle grandi botti tradizionali in cui in Francia si invecchiava il vino, in pratica il Rotspon non è altro quella che successivamente sarà chiamata dai francesi Barrique, identificando quel tipo di botte non molto grande di legno di rovere oggi in uso in tutto il mondo.
Perchè al posto delle grandi botti a Lubecca si usasse il Rotspon è spiegato dal fatto che durante il periodo in cui le città portuali di Amburgo, Brema e Lubecca intrattenevano intensi rapporti commerciali con la Francia, per conservare il pesce avevano la necessità di grandi quantità di sal che veniva trasportato via nave dalla costa atlantica francese, da Noirmoutier, La Rochelle e Brouage.
Il viaggio in mare durava mesi ed era la spesa maggiore, così approfittando del trasporto, i furbi tedeschi, per completare il carico delle navi, facevano aggiungere anche barili di vino rosso proveniente dalla allora già rinomata zona di produzione di Bordeaux.
I vignaiuoli francesi in quel periodo non nuotavano nell’oro ed erano soliti immagazzinare i loro vini per il trasporto in barili di qualità piuttosto scarsa, ma i ricchi commercianti delle città portuali, che disponevano di più mezzi, preferivano far travasare il vino da loro acquistato in propri barili di rovere di alta qualità perfarlo arrivare ad Hamburgo, Brema o Lubecca, in nave, dove, quando giunto, lo mettevano in bottiglia per la maturazione finale.
Alla fine del XV secolo, la città di Lubecca importava quasi un milione e mezzo di litri di vino all’anno e vi si trovavano in più di 200 cantine, mentre è al ricco mercante di Lubecca, Thomas Friedenhagen, che si deve, nel XVII secolo, la sistematizzazione e standardizzazione del processo.
I tedeschi erano così consapevoli della qualità del loro vino francese che si racconta che, a Potsdam, il Re Federico II serviva il Rotspon a Voltaire quando era suo ospite ed era molto conosciuto sul posto che doveva essere anche parte della routine quotidiana della famiglia di Thomas Mann, perché il suo famoso romanzo, I Buddenbrook, si apre su un pasto bagnato proprio con il vino Lubecker-Rotspon, inoltre anche il fratello Heinrich, anch’esso scrittore, lo menziona in diversi suoi libri.
Fu così chiaro agli ufficiali francesi che avevano appena conquistato la città che il Bordeaux migliorava meglio che nelle cantine francesi con tutta probabilità proprio a causa del suo trasporto.
Inizialmente, però, era sorto un dubbio, era davvero stata la qualità delle botti a migliorare il vino, o forse vi era qualcos’altro, come, per esempio, il rollio ed il beccheggio delle navi durante il lungo viaggio in mare?
La domanda non è banale, perchè era sorta spontanea al viticoltore francese Louis Gaspard Estournel che, alla fine del 18 Secolo, quando inventa il suo il famoso Château Cos d’Estournel, un eccezionale Saint-Estèphe, iniziò a trasportarlo in tutta l’Asia nelle botti di alta qualità Rotspon, oggi chiamate Barrique ed ormai diventate di uso comune.
Il vitixoltore, ancora non sapeva nulla della eccezionale maturazione del vino nelle sue botti e lo scopri solo per caso, quando, una volta, un suo carico inviato in Asia non riuscì ad essere consegnato al destinatario che risultava assente ed il vino dovette tornare in patria dopo un lungo viaggio di andata e ritorno in mare.
Al suo rientro, Estournel lo assaggiò per verificarne lo stato di conservazione e, accortosi della differenza, lo volle paragonare ad un vino della stessa annata rimasto nella cantina di produzione trovandolo nettamente migliore e decidendo da quel momento di far sempre intraprendere ai suoi vini lunghi viaggi in mare prima di metterli in vendita.
L’evoluzione dei metodi di vinificazione dei viticoltori di Bordeaux non si è mai fermata ed al giorno d’oggi non soffre più realmente il confronto con i vini maturati in barrique rendendola non più necessaria, ma ad Amburgo e Lubecca si continua ad utilizzare questo metodo per tramandare la tradizione locale ed il Rotspon, a Lubecca, è oggi una specialità tradizionale tanto quanto il suo famoso marzapane.
Così, ancora oggi, se vi recate nel nord della Germania, scoprirete che se trovare un vigneto è impossibile, troverete comunque alcune cantine di vino locale, come Heinrich von Haave ad Amburgo, von Melle o Tesdorf a Lubecca.
Ora che sapete come è nata la tecnica di invecchiare il vino in Barrique, per scoprire se gli ufficiali di Napoleone avevano davvero ragione, dovrete necessariamente andare sul posto ad assaggiare il vino locale maturato in Rotspon, ma… attenzione! Abbiamo sentito dire che oggi il vino di Bordeaux non viene più spedito a Lubecca via nave, ma in autobotti.