Se Galileo vi mostra il dito medio…

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Se Galileo vi mostra il dito medio non offendetevi, non lo fa con cattiveria, è solo che vi trovate al Museo di Storia della Scienza Anna Maria Luisa de’ Medici di Firenze dove, sotto una campana di vetro, viene conservato il suo dito mediano per onorarne l’eroismo di martire della scienza.

Il dito è anche l’unico resto umano che si conosca conservato in un Museo di strumenti scientifici, dove, si solito, vi sono esposti e conservati solo oggetti.

A spiegare la ragione della sua presenza è l’incisione che si legge sotto la teca: «È questi il dito, onde la mano illustre del Ciel scorse segnando i spazi immensi, e nuovi Astri additò, di vetro industre. Maraviglioso ordingo offrendo a’ sensi, e ciò con saggio ardir giunger pote’o, Ove non giunse Encelado, e Tifeo

Ma come ci è arrivato il dito nel museo?

L’idea venne ad un sacerdote di nome Anton Francesco Gori, Letterato e antiquario, etruscologo, esperto di gemme e pietre antiche, erudito scrittore d’arte, tra i fondatori della Società Colombaria Fiorentina (oggi Accademia toscana di scienze e lettere La Colombaria) e professore di storia nello Studio Fiorentino, che, nel 1737, in occasione della traslazione della salma di Galileo Galilei nel sepolcro monumentale in Santa Croce, pensò di staccare dal cadavere dello scienziato il dito medio della sua mano destra per conservarlo presso il Museo Galileo di Firenze dove si trova tuttora.

Ma perché proprio il dito medio?

Le dita possono avere significati differenti e se della provenienza del dito si sa tutto, nessuno può essere certo della ragione del perché la scelta sia ricaduta proprio sul dito medio e non un altro o, addirittura, un’altra parte del corpo, per esempio un orecchio o un occhio.

Nel dubbio, molte sono le ipotesi, la sua posizione all’insù, come per indicare il cielo, sembra confermare l’iscrizione sottostante, facendo sognare i romantici che lo interpretano come l’invito perenne del grande scienziato a guardare nella direzione verso la quale ha rivolto i suoi studi: il suo laboratorio tra le stelle

I più maligni, invece, sostengono che il dito medio in bella mostra in effetti simboleggi un invito a sfidare con la ragione della scienza i dogmi e la Chiesa che lo costrinse all’abiura.

Comunque stiano le cose, il museo offre visite interessanti e meno turistiche del solito, quindi se vi trovate a Firenze e volete uscire un po’ dagli schemi vedendo personalmente la cosa, trovate tutte le informazioni qui: https://www.museodemedici.org/tickets.html