L’albero del budino al cioccolato

By Critical Miami - flickr, CC BY-SA 2.0, Link

Vi piacerebbe avere in giardino un albero che produce budini al cioccolato a volontà?

Beh, non è fantascienza, infatti esiste una pianta che produce frutti dall’intenso sapore di budino al cioccolato, si tratta del Black Sapote, il cui nome scientifico è Diospyros nigra, ed è un aspecie tropicale che si sta lentamente diffondendo anche in Italia e potreste essere tra i primi ad averla in giardino.

La cosa è possibile perché nonostante sia diffusa nelle aree tropicali è uno stretto parente del comune cachi ed il suo frutto, in fase acerba, è molto simile ad esso, mentre nella piena maturazione presenta caratteristiche davvero sorprendenti:

Il suo aspetto e consistenza è simile a quello di un grosso cachi dalla buccia verde-olivastra, ma, una volta aperto, rivela una polpa di colore marrone scuro o nero, estremamente morbida, lucida e cremosa, che ricorda anche visivamente un budino al cioccolato.

Assaggiandolo, poi, si scopre subito che il sapore dolce e delicato, con note che richiamano il cioccolato fondente e il caramello, è proprio quello del budino al cioccolato, solo che non sono servite pentole e fornelli per prepararlo e non ha alcun bisogno di additivi perché si può consumare così com’è, al naturale, e persino utilizzato come base salutare per mousse e dessert senza zuccheri aggiunti.

Da dove viene?

Originariamente dal Messico e dall’America Centrale, ma la sempre maggiore diffusione del suo frutto, soprattutto sui social media, lo sta facendo sbarcare anche alle nostre latitudini ed anche se in Italia è ancora considerato un frutto raro, non è impossibile trovarlo e cominciare a coltivarlo nel giardino di casa, attenzione, però, la pianta è sempreverde e può raggiungere dimensioni notevoli.

Il paradiso dei vegani

Già, anche se è a tutti gli effetti un budino al cioccolato, il Black Sapote è completamente vegetale per la gioia dei vegani che non dovranno sfruttare alcun animale per poterne gustare il delizioso sapore.

Anche se noi preferiamo chiamarla la pianta del budino al cioccolato, si sta diffondendo anche con il nome contratto di “cioccocaco“.

Dal punto di vista nutrizionale, contiene all’incirca quattro volte la vitamina C rispetto alle arance, oltre a potassio e fibre, rendendolo un’ottima alternativa naturale ai dolci confezionati e tradizionali.

Un po’ di informazioni

Il Diospyros nigra, o sapote nero, è una specie di cachi.

I suoi nomi comunemente usati includono cachi cioccolato, black sapote e, in spagnolo, zapote prieto, oltre a, come detto, l’italiano cioccocaco.

L’albero da frutto tropicale è originario del Messico, dell’America Centrale e della Colombia.

Il nome comune sapote si riferisce a qualsiasi frutto morbido e commestibile.

Lo zapote nero non è imparentato né con lo zapote bianco, né con lo zapote mamey.

Oltre ai cachi e allo zapote nero, il genere Diospyros comprende numerose altre specie di alberi da frutto.

Etimologia

Diospyros significa “frutto divino“: deriva dalle parole greche “dios” e “pyron“, con l’attribuzione di significati molteplici, tra cui “pera di Dio“, “grano di Zeus” e “fuoco di Giove“.

Gli alberi maturi possono crescere fino a oltre 25 m di altezza e sono sempreverdi, ma è sensibile al gelo anche se può tollerare gelate leggere.

La prima fruttificazione avviene dopo circa 3-4 anni dalla semina e gli alberi sono molto produttivi.

Dal punto di vista estetico il frutto del sapote nero è in realtà più simile ad un pomodoro che al suo parente più stretto cachi e misura dai 5 ai 10 cm di diametro, con una buccia non commestibile che vira dal colore oliva di quando è acerbo ad un intenso giallo-verde quando è maturo, mentre la polpa quando è bianca non è commestibile perchè il frutto è ancora acerbo, mentre quando diventa di un bel colore cacao quando a piena maturazione ha con una consistenza che può essere paragonata a quella della papaya.

Ma se il frutto maturo ha “il sapore e la consistenza del budino al cioccolato”, quando è acerbo è astringente, caustico, amaro, irritante e viene persino utilizzato come veleno per i pesci nelle Filippine.

Al suo interno si trovano fino a sei semi non commestibili che possono essere usati per la propagazione, potendo mantenere la vitalità per diversi mesi, e richiedondo circa 30 giorni per la germinazione.

Adesso che sapete tutto non vi resta che trovarlo e provarlo.