Quel seno di pietra da cui sgorgava il vino

A TREVISO LA SENSUALE FONTANA DELLE TETTE

Foto da Wikimedia - CC BY 3.0, link

Citata già nel XIV secolo dal poeta fiorentino Fazio degli Uberti, nel suo Dittamondo (Le chiare fontane di Treviso che danno un piacer d’amor che quivi è fino), la “Fontana delle Tette” è una celebre fontana posizionata nel centro storico di Treviso, tra la galleria che collega il Calmaggiore alla piazzetta della Torre. La sua particolarità non è il seno nudo, che fa forse più scalpore ai giorni nostri, ma il fatto di erogare liquido dai capezzoli, oggi acqua, ma un tempo vino. Sì, avete capito bene: un tempo da quei seni di pietra sgorgava vino.

Questa fontana, a differenza delle molte altre presenti a Treviso, non fu installata per motivi legati all’utilizzo generico domestico della città, ma su ordine di Alvise Da Ponte, all’epoca podestà delle Repubblica di Venezia, a seguito di una forte siccità che colpì la città di Treviso e la campagna circostante nel 1559. Fino al 1797 la statua si trovava all’interno del palazzo Pretorio ed in seguito alla caduta della Serenissima Repubblica di Venezia, in onore del nuovo podestà, dalla fontana venne fatto sgorgare per tre giorni vino rosso da un seno e vino bianco dall’altro, così che tutti i cittadini potessero bere gratuitamente il nettare degli dei. Quella visibile oggi al centro del cortile di palazzo Zignoti è solo una copia della scultura originale, creata dallo scultore peruviano Miguel Miranda, mentre la fontana originale si trova protetta da una teca sotto il portico del palazzo dei Trecento, in quanto molto danneggiata.

Una lapide accanto alla copia ricorda: «Alvise Da Ponte pretore, in seguito a straordinaria siccità, la costruiva nel 1559, e da quel tempo fino alla caduta della Veneta repubblica, ogni anno per tre giorni di seguito, a festeggiare l’ingresso del nuovo Podestà, quella fontana gettava dall’una poppa pretto vin bianco, e nero dall’altra, a sollazzo del popolo esultante».

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