Il mosaico più grande d’Europa (e presto del mondo) si trova in Toscana

Immagine da Wikimedia commons di Andreina Giorgia Carpenito - ilmosaicodiandreina.org, CC BY-SA 4.0, Link

Tra i mosaici più grandi delmondo possiamo oggi mettere al primo posto quelli della Cattedrale di San Sava a Belgrado, realizzati principalmente da artisti russi e serbi, che complessivamente coprono un’area di circa 3.650 m² raffigurando soggetti sacri, tra cui l’Ascensione di Gesù Cristo nella cupola centrale e altre scene della vita di Cristo e della Vergine.

Il mosaico unico più grande del mondo,  invece, dovrebbe essere l’antico mosaico pavimentale ad Antakya, Turchia, che, risalendo al al IV secolo d.C., durante il tardo periodo romano, è stato scoperto durante la costruzione dell’Antioch Museum Hotel e copre una superficie di ben 850 m², ma il mosaico che si trova nel Palazzo di Hisham a Gerico, in Palestina, che è anche uno dei mosaici pavimentali più grandi e meglio conservati del mondo islamico, non è certo da meno, arrivando a sfiorare proprio gli 850 m² del precedente e contendendosi con esso il titolo.

Infine, al terzo posto, ma previsto come solo temporaneo, il Mosaico di Andreina che si trova nel comune di Indicatore in provincia di Arezzo.

Attualmente è già considerato il più grande mosaico d’Europa, ma il suo obiettivo è quello di diventare il mosaico più grande mai realizzato al mondo.

L’opera è stata iniziata nel 1997 e da allora coinvolge la comunità e numerosi volontari nel tentativo di superare in futuro i 3.500 metri quadrati e persino i 3.650 della Cattedrale id Belgrado.

L’artista Andreina Giorgia Carpenitone ne cura l’esecuzione fin dall’inizio, quando, nel 1996, incontrando il parroco Don Santi Chioccioli con l’obiettivo di riqualificare la chiesa di Indicatore è nata l’idea.

I primi interventi della riqualificazione si erano concentrati all’interno della chiesa con la realizzazione di un trittico, le vetrate e la decorazione della cappella laterale, estendendo i lavori tra il 1998 ed il 2008 alla facciata esterna dell’edificio e dal 2009 in poi la fase più imponente del progetto: la creazione del grande mosaico sul piazzale antistante la chiesa.

Da allora il sagrato, che era precedentemente adibito a parcheggio, si trasformò in una tela bianca pronta per essere riempita e da qui la nascita, nel 2012 dell’Associazione Culturale Ezechiele che, con lo scopo di sostenere e promuovere l’opera aggiungendo una dimensione sociale e multiculturale al progetto artistico, ha da allora coinvolto più di 1.500 volontari e 500 artisti da tutto il mondo che hanno contribuito gratuitamente alla sua realizzazione, utilizzando materiali di recupero e donazioni.

Un progetto certamente abizioso il cui attuale stato di realizzazione ne decreta il successo e stimola a continuare in quest’opera ciclopica da Guinnes dei Primati e non solo, dato che il suo simbolismo ed il significato in esso contenuto non sono elementi secondari che esprimono un profondo percorso spirituale e sociale che si rifà alla visione del profeta Ezechiele, dal quale il nome dell’associazione.

Simbolismo e significati

I suoi significati principali possono essere riassunti in:

  • Unione e diversità: simboleggiati dalla capacità di unire frammenti di diversa natura per creare un’opera unica, nella quale ogni singola tessera che da sola non appare di grande significato, ha invece un ruolo fondamentale nell’insieme, riflettendo anche anche il coinvolgimento pratico dei volontari provenienti da culture e religioni diverse.
  • Speranza e seconda possibilità: nel realizzare il mosaico, i volontari compiono un viaggio nella propria anima umana in un’esperienza capace di infondere speranza e possibilità di rinascita in comunione per tutti coloro che vi prendono parte.
  • Rinascita e riqualificazione: un’opera così grande nata da un progetto che può apparire banale di ristrutturazione e riqualificazione di una chiesa di periferia che rischiava la demolizione trasformandola invece in un’opera d’arte vivente destinata ad esser tramandata ai posteri a futura memoria di come la creatività possa portare a nuova vita ed alla rigqualificazione di un luogo.

Caratteristiche e stato

Al momento della stesura di questo articolo l’opera ha già a disposizione la superficie complessiva di circa 3.500 m² che gli consente di poter legittimamente puntare a diventare il mosaico più grande del mondo.

Il mosaico è ralizzato interamente con l’accostamento di tessere ricavate da materiali di scarto e di recupero, tra i quali spiccanoo ceramica, vetro e cotto smaltato.

Nonostante la fama già raggiunta con un’attenzione che ha travalicato i confini nazionali, la sue esposizione esterna rimane sfidante essendo sempre in agguato il rischio di danneggiamenti causati dal transito di veicoli nel piazzale, che non è stato completamente chiuso al traffico, e dall’incuria dei visitatori, trattndosi di un pavimento.

Info nel sito ufficiale del Mosaico di andreina