Dracula passeggia per le strade di Napoli

By Mentnafunangann - Own work, CC BY-SA 4.0, Link

Forse non tutti sanno che Vlad III, oggi meglio conosciuto come il conte Dracula, fu ucciso dagli ottomani sul campo di battaglia vicino a Bucarest nel 1476.

I turchi decapitarono il suo cadavere, conservarono la sua testa nel miele e la inviarono a Costantinopoli, dove il Sultano la fece esporre su un palo come prova che l’Impalatore era finalmente morto.

Anche se l’esatta ubicazione del suo corpo rimane tuttora ufficialmente sconosciuta ed una teoria di vecchia data sostiene che il corpo di Vlad potrebbe essere sepolto a Snagov, un monastero su un’isola situato vicino a Bucarest, nel 2014 un gruppo di ricercatori dalla Basilicata individuò nel chiostro della chiesa del complesso monumentale di Santa Maria la Nova, in pieno centro storico di Napoli, quella che fu indicata come la possibile tomba segreta di Vlad.

In realtà la vicenda è davvero complessa, complicata e controversa e per questo cercheremo di riassumere sorvolando su molti dettagli, ma la teoria sollevata è che il voivoda che nell’800 ispirò a Bram Stoker la figura letteraria del vampiro Dracula, possa essere in qualche modo giunto, vivo o morto, a Napoli grazie ad una sua figlia, Maria Balsa, che sposò un alto dignitario della Napoli Aragonese, Giacomo Alfonso Ferrillo.

Proprio nella tomba di famiglia all’interno de complesso sarebbe quindi stato sepolto Dracula alla sua morte per volere della figlia.

A testimoniarlo sarebbero almeno due prove, una lapide con una misteriosa e mai decifrata iscrizione all’interno della cappella Turbolo che riporta più volte la parola Vlad e che, sottoposta a specifica indagine con i sistemi più moderni, è stato confermato appartiene ad un periodo compatibile con la morte e sepoltura di Dracula, ed alcuni elementi sul sepolcro a lui attribuito tra i quali spicca certamente l’effige di un drago contenuto nel simbolo dell’ordine del drago cui Vlad III apparteneva.

Indizi, o per qualcuno prove, altrimenti ingiustificate a Napoli.

Pur essendo controversa e contestata da alcuni oppositori, alla storia hanno aderito in parte alcune associazioni rumene come la Società Culturale StoricaMihai Viteazul” di Plojesti con un progetto su Napoli da loro finanziato ed il patrocinio della Romania attraverso il Dipartimento per i Rumeni nel mondo, l’associazione “Palazzo Italia Bucarest”, l’Asociatia Lucani nei Balcani e, elemento essenziale per l’accesso ai reperti, il sostegno del Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova.

A conferma degli stretti nuovi rapporti internazionali instaurati e del successo turistico successivo alla scoperta, a fine 2023, su idea della Societatea Cultural-Istorică Mihai Viteazul, con sede a Ploiesti in Romania, davanti alla presunta tomba di Dracula è stato collocato un busto del voivoda Vlad Tepes rendendo più facile identificarla.

Quindi, se passate da Napoli, ora che siete stati avvertiti fate molta attenzione, Dracula potrebbe aggirarsi nei vicoli di notte…

 

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