Tutti sanno che le carote sono arancioni, allora perchè ne esistono di altri colori? E poi, sono anche quelle carote?
Le origini
Il nome scientifico della carota è è Daucus Carota ed è una pianta erbacea, ovvero senza fusto, anticamente originaria di una zona della terra coincidente con l’attuale Afghanistan.
Quello che noi consumiamo è la sua radice che in natura è nascosta sotto terra, di radici simili alla carota ne esistono molte, le più somiglianti sono certamente Pastinaca Sativa e il Petroselinum Crispum varietà Tuberosum, anche detto prezzemolo tuberoso o radice di prezzemolo, entrambe le piante si presentano in superfice come la carota e le loro radici hanno forma molto simile, cambiando solo nel colore, la pastinaca è bianca ed il prezzemolo leggermente ambrato, entrambi hanno proprietà organolettiche molto interessanti tendenti al gusto del prezzemolo, ma più amaro, e per questo vengono coltivate e commercializzate.
Essendo di origine afgana, la carota, fu importata per la prima volta in Europa intorno al 1100 grazie agli arabi che la iniziarono a coltivare in Spagna, in Italia, invece, si deve aspettare il 1200, quando Caterina de’ Medici decise di introdurle come ingrediente nella cucina signorile. Francia, Paesi Bassi e Germania conosceranno la carota solo nel 1300 ed in Inghilterra nel 1400.
La carota arancione non esiste
Potrà sembrarvi strano, ma in origine, la carota, non era affatto di colore arancione, anzi, quella arancione come la conosciamo oggi, è l’unico tipo di carota che non è mai esistito in natura, ed in origine era di un forte color viola scuro diventando arancione solo verso il 1600 quando, trovando maggior favore tra i consumatori, si diffuse invadendo il mercato ortofrutticolo con grande successo.
Abbiamo sufficiente certezza di questo cambiamento attraverso le raffigurazioni artistiche, in particolare nei quadri dei pittori spagnoli e fiamminghi del 1500 perchè raffiguravano spesso scene di mercato nelle quali si possono scorgere inequivocabilmente carote viola e gialle, per esempio nei quadri di Peter Aertsen e Nicolaes Maes, mentre nel 1600, nei dipinti dei pittori olandesi, iniziano a comparire le prime carote arancioni, si pensa derivanti da una selezione a seguito di mutazione spontanea.
Le leggende sulla carota
Esistono due leggende sulla carota, una di queste vuole che la sua graduale mutazione dal colore viola all’arancione sia avvenuta perchè al suo arrivo intorno al 1500 in quella che oggi è l’Olanda, il paese si chiamava Contea d’Orange (arancione in francese), istituita all’interno del Sacro Romano Impero e patrimonio della Casa d’Orange-Nassau, ed i suoi abitanti, in omaggio alla famiglia regnante, ne abbiano gradualmente voluto selezionare il colore fino a quando non hanno ottenuto quello attuale più adatto da presentare a palazzo e che comunque incontrava maggior gradimento anche tra la popolazione.
Se la prima leggenda è verosimile, la seconda lo è un po’ meno, ma fa sempre bene crederci, infatti, parrebbe che se una donna raccoglie il fiore di carota in una notte di plenilunio il concepimento sarà per le i più favorevole e forse è per questo le donne inglesi del XVI secolo utilizzavano spesso i fiori di carota per adornarsi i capelli.
Oggi quanti tipi di carota esistono?
Anche se ormai dal 1600 la carota è identificata in modo univoco con quella comune di colore arancione, in realtà ne esistono diverse varietà che talvolta sono ormai così legate al territorio e alle tradizioni locali da essere entrate a far parte dei prodotti simbolo del nostro paese e di tutela della biodiversità.
Tra le carote “atipiche”, oltre a quella rancioni in commercio possiamo trovare carote viola, nere, rosse, gialle e bianche, a determinarne la colorazione sono dei pigmenti, costituiti da carotenoidi, antociani e altre molecole della famiglia dei flavonoidi che a seconda della loro presenza e concentrazione ne accentuano una sfumatura rispetto a un’altra.
Tutte queste sostanze, però, hanno in comune le proprietà antiossidanti e talvolta anche antinfiammatoria e antitumorale e proprio per questo consumarle regolarmente nel contesto di un’alimentazione equilibrata e di uno stile di vita sano può contribuire a migliorare il benessere intestinale, favorire la diuresi e la depurazione dell’organismo, rafforzare il sistema immunitario, rallentare il processo di invecchiamento fisiologico, ridurre il rischio di patologie croniche, mantenere la salute e il bell’aspetto di pelle, occhi e capelli, insomma a milgiorare la nostra vita, senza contare che sono anche buone.
Carote arancioni
Sono ricche di vitamine del gruppo B, C e di betacarotene, responsabile del colore ma anche di benefici a favore di vista e pelle.
Nonostante la loro popolarità, le carote arancioni sono le uniche che non sono mai esistite in natura e la loro esistenza è frutto di incroci e selezioni effettuate dall’essere umano.
Carote viola
Si tratta di una varietà di carota molto antica, probabilmente le prime ad essere consumate dagli uomini, esistendo notizie della sua presenza già sulle tavole degli antichi egizi.
Hanno circa il 20% in meno di zuccheri rispetto alle carote arancioni e sono ricche di pigmenti antociani dalle proprietà antiossidanti fino a quattro volte superiori e che si trovano anche in molti altri frutti e ortaggi viola, come melanzane, prugne, more, mirtilli, patate viola e cipolle rosse. Gli antociani si ritiene possano prevenire malattie cardiovascolari e proteggere da patologie croniche della senilità.
Una famosa carota viola è la Pastinaca di Sant’Ippazio o carota viola di Tiggiano, coltivata nella provincia di Lecce.
Carote nere
Somigliano molto alle carote bianche ma sono più ricche di sostanze antiossidanti, ritenendole pià adatte alla prevenzione per circolazione sanguigna e vista.
Carote rosse
Devono il loro colore alla grande presenza licopene e luteina, due sostanze naturali dall’elevato potere antiossidante presenti anche nelle carote arancioni, sono suggerite nella prevenzione della salute di occhi e pelle, contribuiscono a proteggere dai danni dei raggi solari e prevenire malattie cardiovascolari, patologie croniche e degenerative, infiammazioni.
Carote gialle
Contengono molto meno zuccheri rispetto a tutti gli altri tipi di carota e per questo sono ritenute perfette per l’inserimento nell’alimentazione abituale di chi ha bisogno di tenere sotto controllo la glicemia con proprietà nutrizionali e benefici simili alle carote arancioni.
A San Vito, frazione di Polignano a mare, la loro coltivazione è presidio Slow Food.
Carote bianche
Da non confondersi con la pastinaca o con la radice di prezzemolo, le carote bianche somigliano molto alle rape, al punto che in passato sono state spesso considerate una varietà di rapa ma sono carote a tutti gli effetti e sono ricche di vitamine e sali minerali come calcio e ferro.