LA STATUA DELLA LIBERTÀ PARLA MILANESE

Siete stati a Milano e non avete visto la statua della libertà?

Siete di Milano e non sapete che Liberty è vostra concittadina?

Già, pare impossibile, ma la statua della libertà, dono della Francia agli USA e simbolo nazionale americano, è nata a Milano e più precisamente nel cuore della città: proprio sul Duomo!

In realtà non ci sono dati certi, ma gli indizi sono schiaccianti e se come diceva Agatha Christie «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova», allora si deve esserne certi: Liberty parla milanese!

PRIMO INDIZIO

75 anni prima della nascita di Liberty, lo scultore Camillo Pacetti realizza, nel 1810, due statue che vengono poste sul balcone che svetta sopra il portale centrale del Duomo di Milano.

I nomi delle due statue sono “La Legge Nuova”, a sinistra, e “La Legge Vecchia”, sul lato opposto, l’allegoria davvero forte, l’antico ed il moderno che si contrappongono coesistendo a guardia e protezione dell’edificio, simbologia esoterica fortemente adatta a descrivere una nazione nascente come gli Stati Uniti d’America, costruita sull’esperienza del vecchio continente ma anche proiettata su di un futuro tutto nuovo.

SECONDO INDIZIO

L’ideatore e realizzatore, nel 1885, della Statua della Libertà di New York è Frederic Auguste Bartholdi che aveva amici milanesi e frequentò spesso Milano dove non può aver trascurato di visitare il Duomo.

Sempre curioso ed in perenne ricerca di ispirazione, specie per la realizzazione di un monumento epocale, era certamente attento ad esplorare i dettagli di tutti i luoghi che visitava e le due statue poste proprio sopra il suo ingresso non possono essergli sfuggite, come invece sfuggono ai molti turisti moderni più interessati all’imponenza del’opera che ai suoi significati palesi e nascosti.

Va da sé che un istruito ed attento visitatore della città come Bartholdi aveva davvero forti probabilità sia di aver  notato le due statue che di averne compreso il significato ed esserne ispirato.

TERZO INDIZIO

Unendo le due metà più esterne delle statue posizionate sul balcone sopra l’ingresso del Duomo di Milano la somiglianza con la Statua della Libertà è impressionante, a destra le Tavole della Legge date da Dio a Mosè, l’Antico Testamento, a sinistra la fiamma del Cristianesimo portata in alto sopra la testa, il nuovo testamento, proprio come il libro della legge su cui si basa la nazione americana, tradizione antica, e la fiaccola della libertà sopra la testa, proiettata verso un futuro prospero e luminoso.

 

LA PROVA DEL NOVE

Ecco che le due metà delle statue di Pacetti, unite insieme come le due parti di un ipotetico DNA che genera un terzo individuo, somigliano in modo impressionante alla statua di Bartholdi facendo così più che immaginare come esse possano essere state non solo le ispiratrici del monumento americano, ma addirittura “i modelli” reali utilizzati da Bartholdi per la realizzazione dell’opera che tutti conoscono e che svetta all’ingresso del porto di New York.

Va però ammesso che anche se Bartholdi avesse sviluppato in proprio e diversamente l’idea della Statua della Libertà questi indizi restano un valido motivo per ritenere che una coincidenza simbolica così grande e perfetta non può essere solamente un caso e continuare a pensare che un monumento così famoso ed importante sia davvero nato in Italia.

STRANEZZE A GOGÒ

Inoltre sappiamo che nel duomo di Milano si trovano stranezze a non finire dovute alle lungaggini nella sua costruzione, tra queste, scolpite tra i capitelli, racchette da tennis, guantoni da box, picozze e persino la figura di un probabile dinosauro, così è davvero possibile che la nuova e la vecchia legge, insieme o fuse in una sola, proteggano oggi l’ingresso dei popoli, cristiano  o americano, tanto all’ingresso del Duomo che nel porto di New York, facendo sembrare la presenza di Liberty, superata la prima sorpresa, qualcosa di assolutamente normale.

Da oggi, visitando il Duomo di Milano, che sia la prima o l’ennesima volta, non potrete più fare a meno di fermarvi sul sagrato ed alzare gli occhi sulla balconata centrale della sua facciata per notare sotto la dedica a Maria Nascente le due importanti statue da molti snobbate.

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